Faceva parte del territorio detto delle Quattro Torri e fu edificato dalle popolazioni di Paomia, Revinda e Salona, rifugiatesi a Renno, per proteggere le terre coltivabili della costa dalle incursioni dei pirati barbareschi. Si tratta di una torre circolare alta dodici metri, costruita su una base rocciosa (restaurata nel 2009, i visitatori possono salire sulla terrazza sul tetto per ammirare il panorama).
Sulla sua costa settentrionale ripida e frastagliata, le scogliere di granito feldspato a dente di cavallo alte dai 40 ai 50 metri si tuffano nelle acque azzurre. Esse formano un netto contrasto con le spiagge bionde e rotonde che occupano il fondo dei golfi vicini, quello del Perù a sud e quello di Chiuni a nord.
Molti passeriformi approfittano degli arbusti della macchia, le falesie costiere ospitano i nidi di specie rupestri, falchi pellegrini, piccioni… Ai loro piedi, sott’acqua, trova un posto dove prosperare la patella gigante, ormai diventata così rara.
Partendo dalla spiaggia del Perù, a sud del sito, un sentiero segnalato che costeggia gli antichi muri a secco, passando per una bella casetta, il suo forno per il pane e l'aghja, permette di aggirare la punta e raggiungere la torre genovese. Ci vogliono 3 ore di cammino per raggiungere la spiaggia di Chiuni, passando davanti a due piccole fontane a nord. Una variante consente di tornare indietro e al punto di partenza.
Fonte: Corsica Occidentale